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Catanzaro Pride / Catanzaro

8 Agosto @ 17:30

Raduno ore 17.30 in Piazza Anita Garibaldi a Catanzaro Lido (CZ)

Per info: https://www.instagram.com/officialcatanzaropride/

MANIFESTO POLITICO DEL CATANZARO PRIDE 2026

1. Il nostro Sud, il nostro Pride
Siamo il Catanzaro Pride, parte dell’Onda Pride, e portiamo l’orgoglio LGBTQIA+ nel cuore della Calabria, in un territorio spesso marginalizzato nelle agende nazionali e raccontato solo per stereotipi o emergenze. Le persone LGBTQIA+ esistono a Catanzaro. Vivono nelle città, nei quartieri popolari, nei piccoli comuni, nei paesi delle aree interne, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni, nelle famiglie.
Eppure, troppo spesso le nostre vite restano invisibili.
Molte persone LGBTQIA+ crescono in contesti in cui il pregiudizio, la paura del giudizio sociale, la mancanza di servizi e di opportunità limitano la libertà di essere sé stesse. Troppə sono costrettə a lasciare Catanzaro per cercare altrove ciò che dovrebbe essere garantito ovunque: dignità, sicurezza, riconoscimento, autodeterminazione.
Il Catanzaro Pride nasce per affermare che nessuna persona deve essere costretta a scegliere tra la propria identità e la propria terra; nasce con l’obiettivo di rendere visibili gli invisibili.
Siamo qui per costruire una Catanzaro più libera, più giusta e più accogliente, nella quale ogni persona possa vivere apertamente la propria identità, i propri affetti e il proprio progetto di vita.
Il Pride è una manifestazione politica, sociale e culturale. È uno spazio di partecipazione democratica e una richiesta collettiva di cambiamento.
Il Pride non è una festa neutrale: è una mobilitazione politica, sociale e culturale, autonoma, femminista, transfemminista, antirazzista, antifascista, anticapitalista, antispecista, antisionista, intersezionale e popolare. È lo spazio non negoziabile delle soggettività LGBTQIA+ e di tutte le persone marginalizzate e oppresse che resistono, costruiscono comunità e reinventano il Sud.

Il Catanzaro Pride è Manifestazione Politica e Popolare

Il Catanzaro Pride è una manifestazione politica e popolare: nasce dal basso, dalla società civile organizzata, dai collettivi, dalle associazioni e dalle singole persone LGBTQIA+ e alleatə che rifiutano di essere ridotte a folklore o a decorazione. Non chiediamo solo visibilità, ma trasformazione reale delle condizioni di vita nel nostro territorio, attraverso diritti, welfare, spazi, servizi e scelte istituzionali concrete.

Il Catanzaro Pride è Femminista, Transfemminista e Intersezionale

Il nostro Pride è femminista, transfemminista e intersezionale: riconosciamo che il patriarcato, il sessismo, la transfobia, l’omo-lesbo-bi-trans-intersex-fobia, il razzismo, il capacitismo, la sierofobia, la gordofobia e il classismo si intrecciano e colpiscono in maniera diversa corpi e soggettività diverse. Mettiamo al centro le esperienze e le lotte delle persone trans e non binarie, delle donne, delle soggettività razzializzate, delle persone con disabilità, delle persone con corpi grandi o in sovrappeso, delle persone povere e precarizzate, sapendo che non esiste liberazione LGBTQIA+ senza la liberazione di tutte le persone oppresse.
Il Catanzaro pride è Antifascista e Antirazzista 
Il Catanzaro Pride è dichiaratamente antifascista e antirazzista: non c’è spazio nella nostra piazza per chi nega la storia delle lotte partigiane, minimizza i crimini del fascismo o alimenta odio verso persone migranti, rom, nere, razzializzate. Rifiutiamo le politiche securitarie e repressive che colpiscono chi manifesta, chi migra, chi occupa spazi per vivere, e rivendichiamo una sicurezza fondata su diritti, reddito, casa, salute, educazione e libertà di movimento, non su polizia, muri e respingimenti.
Il Catanzaro Pride è Anticapitalista ed ecologista
Il nostro Pride è anticapitalista: rifiutiamo la mercificazione dei corpi, delle identità e delle lotte queer da parte di aziende e istituzioni che si colorano di arcobaleno mentre continuano a sfruttare lavoratrici e lavoratori, devastare territori, finanziare guerre e sistemi di oppressione. Non accettiamo che il Pride venga trasformato in un evento di marketing o turismo, svuotato di conflitto sociale, e pretendiamo che chi sceglie di sostenerlo lo faccia con coerenza, assumendo impegni chiari su diritti, ambiente, lavoro e welfare.
Il Catanzaro Pride è Antiabilista per una piena cittadinanza
Le persone LGBTQIA+ con disabilità vivono frequentemente una doppia invisibilità. L’abilismo continua a limitare l’accesso ai servizi, agli spazi pubblici, alla cultura, al lavoro, alle relazioni affettive e alla partecipazione sociale.
Rivendichiamo una società che riconosca pienamente il diritto delle persone con disabilità all’autodeterminazione, alla sessualità, all’affettività e alla costruzione di relazioni significative. Chiediamo che ogni iniziativa pubblica, culturale e istituzionale sia progettata secondo i principi dell’accessibilità
universale e servizi sanitari, educativi e sociali capaci di riconoscere e accogliere la pluralità delle identità e delle esperienze.

Il Pride è Antisionista, pacifista e contro i genocidi
Il Catanzaro Pride è antisionista e si schiera contro ogni forma di colonialismo, apartheid e genocidio, ovunque si verifichi. Denunciamo con fermezza la violenza sistematica esercitata dallo Stato di Israele contro il Popolo Palestinese e il massacro in corso a Gaza, che la società civile e ampi settori del movimento queer internazionale riconoscono come un vero e proprio genocidio.
Siamo parte del grido “No Pride in Genocide” e rifiutiamo ogni tentativo di rainbow washing, o capitalismo arcobaleno, cioè l’uso strumentale dei diritti LGBTQIA+ per ripulire l’immagine di governi e apparati militari che praticano occupazione, bombardamenti, apartheid e pulizia etnica. Esprimiamo solidarietà attiva al popolo palestinese e a tutti i popoli oppressi, chiedendo cessate il fuoco, fine dell’occupazione e riconoscimento del diritto all’autodeterminazione, e ci opponiamo a qualunque genocidio e crimine contro l’umanità, a prescindere da chi l o compia e da dove avvenga.
Essere intersezionali, antifascistə, antirazzistə, anticapitalistə e antisionistə significa vedere il legame tra le violenze che colpiscono le nostre comunità qui, a Catanzaro e in Calabria, e le violenze che colpiscono altre comunità nel mondo. Chi viene privato di casa, diritti e futuro nel nostro territorio è parte della stessa geografia di oppressione che attraversa le frontiere, i campi profughi, le carceri, i territori occupati e devastati dalle guerre e dagli interessi economici. Per questo il nostro Pride è anche una piazza internazionale di solidarietà, contro ogni genocidio, apartheid, occupazione e sistema che gerarchizza le vite e decide quali sono sacrificabili. Rivendichiamo il diritto di esistere, di essere visibili e di vivere pienamente qui, senza dover migrare per trovare sicurezza, lavoro, affetti e diritti.

2. I nostri valori non sono in vendita
Crediamo che i diritti umani siano indivisibili. Le discriminazioni non agiscono mai isolatamente.
Orientamento sessuale, identità di genere, disabilità, origine etnica, condizione economica, età, religione o assenza di religione si intrecciano spesso generando forme multiple di esclusione. Per questo il Catanzaro Pride assume una prospettiva intersezionale. Siamo al fianco delle donne che
subiscono violenza e discriminazione, delle persone migranti e rifugiate, delle persone anziane LGBTQIA+, spesso invisibili e private di spazi di socialità e riconoscimento, delle persone che vivono condizioni di povertà, marginalità sociale e precarietà lavorativa, e delle persone con disabilità, troppo spesso escluse dai luoghi della partecipazione, della cultura, della sessualità e della rappresentazione pubblica.

Non esistono diritti di serie A e diritti di serie B.
La libertà è reale soltanto quando è accessibile a tutte e tutti.
Rivendichiamo uguaglianza e parità di diritti per tutte le persone, a prescindere da orientamento sessuale, identità ed espressione di genere, caratteristiche sessuali, provenienza, abilità, status socio-economico o religioso, come previsto dall’art. 3 della Costituzione italiana, scritto con il determinato contributo delle madri e dei padri costituenti.
Ogni persona ha il diritto di definire sé stessa. Difendiamo il diritto all’autodeterminazione delle persone lesbiche, gay, bisessuali, pansessuali, asessuali, transgender, non binarie e intersessuali.
Rivendichiamo percorsi di affermazione di genere accessibili, tempestivi, gratuiti e rispettosi della dignità delle persone. Chiediamo che la Regione Calabria investa concretamente nella costruzione e nel potenziamento dei servizi dedicati alle persone transgender e non binarie, riducendo le disuguaglianze territoriali che oggi costringono molte persone a spostarsi fuori regione per ottenere cure, consulenze e supporto.
Chiediamo che ogni persona possa essere riconosciuta nel proprio nome, nella propria identità e nella propria espressione di genere. Difendiamo il diritto delle persone intersessuali all’integrità del proprio corpo e al consenso informato.
Lottiamo contro ogni forma di violenza e discriminazione, fisica, verbale, istituzionale, mediatica e simbolica, che colpisce le persone LGBTQIA+ e tutte le soggettività non conformi. Riaffermiamo l’autodeterminazione sui corpi, sui desideri e sulle relazioni: nessuno Stato, nessuna Chiesa, nessun
tribunale può decidere chi siamo, chi amiamo, come viviamo e come costruiamo le nostre famiglie.
Rifiutiamo la normalizzazione e la monetizzazione del Pride: l’orgoglio queer non è un brand, non è un palcoscenico elettorale, non è una vetrina per associazioni, sponsor, partiti o sindacati che non si impegnano concretamente sui diritti.

3. Famiglie arcobaleno: esistiamo, vogliamo pieni diritti
Le famiglie arcobaleno e le famiglie omogenitoriali sono parte viva delle nostre comunità e aprono da anni i cortei Pride in tutta Italia per rivendicare il riconoscimento dei propri figli e figlie e dei propri legami.
Chiediamo il pieno riconoscimento giuridico di tutte le bambine e i bambini con due mamme, due papà, genitori trans e non binari, a partire dagli atti di nascita e dalle tutele di filiazione e di cittadinanza.

Rifiutiamo ogni cancellazione amministrativa dei loro diritti: l’amore non si annulla in tribunale, la responsabilità genitoriale non può essere messa in discussione per l’orientamento o l’identità di genere dei genitori.
Chiediamo leggi che riconoscano e proteggano le famiglie arcobaleno in tutte le loro forme, comprese le adozioni e i progetti genitoriali solidali, senza stigma e senza doppi standard morali.

4. Diritti LGBTQIA+ subito, non promesse
Chiediamo una legge nazionale contro l’omo-lesbo-bi-trans-intersex-fobia e l’odio basato su orientamento sessuale, identità/espressione di genere e caratteristiche sessuali, che riconosca e contrasti le violenze d’odio e le discriminazioni nei luoghi di studio, lavoro, cura e socialità.
Chiediamo il matrimonio egualitario e il pieno accesso alla genitorialità e all’adozione per tutte le coppie, senza gerarchie di valore tra relazioni eterosessuali e non eterosessuali. Rivendichiamo percorsi di affermazione di genere accessibili, gratuiti, laici, depatologizzati e basati sull’autodeterminazione, a partire dalle persone trans e non binarie, comprese quelle minorenni. Chiediamo il rispetto delle persone intersex, la fine delle mutilazioni e degli interventi “normalizzanti” non necessari, e il pieno consenso informato sui corpi intersex.

5. Scuole, università e lavoro: educazione alle differenze e welfare vero
Vogliamo scuole e università che siano luoghi sicuri, laici, liberi da bullismo, violenza e discriminazioni, dove si faccia educazione sessuale e affettiva scientifica, inclusiva, femminista e queer.
Chiediamo percorsi strutturali di formazione per docenti, personale scolastico e universitario su identità di genere, orientamento sessuale, prevenzione delle violenze di genere e della violenza omo-lesbo-bi-trans-intersex-fobica. Chiediamo politiche efficaci contro il bullismo, il cyberbullismo e ogni forma di discriminazione.
Vogliamo che nessunə studentə debba nascondere la propria identità per sentirsi al sicuro.
Nel lavoro rivendichiamo politiche attive contro le discriminazioni, il mobbing e le molestie sul luogo di lavoro, con codici etici, sportelli di ascolto, protocolli chiari e sanzioni. Vogliamo welfare, reddito, accesso alla casa e alla salute mentale: la precarietà economica e abitativa colpisce in modo particolare persone trans, giovani queer, migranti e sex worker.

6. Salute, corpi, piacere
La salute è un diritto fondamentale. Rivendichiamo una sanità pubblica, universale, laica, gratuita, accessibile e inclusiva, che si prenda cura dei corpi e delle vite LGBTQIA+ senza stigma, senza obiezioni di coscienza che neghino diritti e cure.
Chiediamo servizi territoriali e sportelli per la salute sessuale e affettiva, per la salute mentale, per i percorsi di affermazione di genere, anche nel Sud e nelle aree interne, e un rafforzamento dei consultori, che per legge sono i luoghi deputati a questo.
Chiediamo investimenti nella salute mentale, nella prevenzione, nella salute sessuale e nella promozione del benessere psicologico. Contrastiamo ogni forma di stigma legata all’HIV e alle altre infezioni sessualmente trasmissibili.
Difendiamo il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, il diritto alla contraccezione, il diritto al consenso e al rifiuto, il diritto al fine vita e all’autodeterminazione sui propri percorsi di cura.
Affermiamo il diritto al piacere e alla libertà sessuale consapevole e consensuale, contro la patologizzazione delle sessualità non conformi e degli stili di vita non normativi.

7. Un Pride intersezionale: nessunÉ™ lasciatÉ™ indietro
Lottiamo contro il razzismo, il sessismo, la violenza maschile e patriarcale sulle donne e sulle soggettività LGBTQIA+, contro il capacitismo, la sierofobia, la gordofobia, la islamofobia e ogni forma di oppressione che si interseca con le nostre vite.
Chiediamo politiche migratorie che mettano al centro la vita e la dignità delle persone, la revoca degli accordi che producono morte e violenza alle frontiere e lungo le rotte migratorie, e il riconoscimento dello status di rifugiati per chi fugge anche a causa di orientamento sessuale e identità di genere. Rivendichiamo la liberazione delle persone LGBTQIA+ detenute, senza fissa dimora, in condizioni di dipendenza o sfruttamento, garantendo accesso ai diritti, alla salute, al lavoro e a percorsi di emancipazione.

Vogliamo città libere da sgomberi punitivi, militarizzazione e repressione dei movimenti: sicurezza significa casa, reddito, servizi e relazioni, non più polizia.

8. Autonomia del Pride e responsabilità politica
Il Pride è una manifestazione promossa dalla società civile, fondata su valori di inclusione, autodeterminazione e giustizia sociale. In quanto tale:
• Non rappresenta, né intende rappresentare, alcun partito politico o schieramento specifico.
• Ogni partecipazione politica sarà accolta nel rispetto della piena autonomia e indipendenza della manifestazione Catanzaro Pride, senza utilizzo di simboli di partito o tentativi di appropriazione o propaganda.
• Le parti firmatarie si impegnano a prevenire ogni forma di strumentalizzazione politica/partitica, commerciale o mediatica anche detta rainbow washing (o capitalismo arcobaleno) che possa snaturare il senso della manifestazione o oscurare le istanze delle persone LGBTQIA+.
• Le parti firmatarie si impegnano a prevenire ogni forma di strumentalizzazione politica/partitica, anche detta rainbow washing (o capitalismo arcobaleno) affinché persone candidate a qualsiasi livello possano utilizzare la manifestazione del Catanzaro Pride e/o le iniziative connesse al fine di guadagnare visibilità personale.
• Le scelte politiche, comunicative e organizzative dei componenti del Catanzaro Pride saranno valutate collegialmente dall’assemblea permanente del Comitato Road to Pride per garantire coerenza con i principi del manifesto del Catanzaro Pride e per tutelare la neutralità istituzionale dell’evento.
Chiediamo alle istituzioni e alla politica un’assunzione di responsabilità concreta: leggi, delibere, fondi, spazi, servizi, politiche pubbliche coerenti con questo manifesto, con i diritti LGBTQIA+ e con i principi di intersezionalità, femminismo, transfemminismo, antifascismo, antirazzismo, anticapitalismo, antispecismo, antiabilismo e antisionismo.
Non accetteremo arcobaleni sventolati un giorno all’anno per coprire scelte di governo e di amministrazione che producono esclusione, precarietà e violenza.

9. Ci prendiamo spazio a Catanzaro, in Calabria come nel mondo
Il Catanzaro Pride nasce per aprire spazi di libertà in una città e in una regione in cui spesso una persona queer, non binaria, gay, lesbica, bisessuale, transessuale, asessuale, intersessuale si sente solə e costrettə al silenzio o alla partenza.
Portiamo l’orgoglio nelle strade, nelle scuole, nelle piazze, nei luoghi della cultura e del lavoro per dire che ci siamo, restiamo e pretendiamo diritti qui.
Siamo parte di una comunità che vuole vivere libera dalla paura, dalla discriminazione e dall’invisibilità. Siamo parte di un movimento globale che non arretrerà di fronte a governi reazionari e repressivi che censurano e tagliano i diritti.
Continueremo a resistere nelle piazze, nei tribunali, nelle istituzioni, nei collettivi, nelle associazioni, nelle famiglie, finché ogni persona LGBTQIA+ non sarà libera di vivere pienamente, senza paura, ovunque.
Per i diritti. Per la libertà. Per la dignità. Per una Catanzaro che non lasci indietro nessunə.

Dettagli

Data:
8 Agosto
Ora:
17:30

Luogo

Catanzaro