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Armonie d’Arte / Radio Argo Suite / Soverato (CZ)
17 Luglio @ 22:00

Il 17 e il 20 luglio all’Orto Botanico di Soverato due produzioni d’eccezione rileggono Eschilo e Omero attraverso sensibilità contemporanee. In scena Peppino Mazzotta e Barbara De Rossi, protagonisti di due spettacoli che restituiscono ai grandi miti greci tutta la loro sorprendente attualità .
Due serate di grande teatro dedicate ai classici, due produzioni di assoluto rilievo nazionale, due differenti percorsi artistici accomunati dalla volontà di interrogare il patrimonio della tragedia e dell’epica greca come strumento privilegiato per comprendere il presente.
Entrambi gli spettacoli sono inseriti nel percorso “Mito e Teatro Greco nello sguardo contemporaneo”, uno degli assi portanti della progettualità culturale di Armonie d’Arte e che propone una rilettura del teatro classico lontana da ogni esercizio filologico, privilegiando invece la sua straordinaria capacità di continuare a parlare all’uomo contemporaneo. Perché il mito non appartiene al passato, ma continua a interrogare il presente, restituendo con forza questioni universali come il potere, la guerra, la giustizia, la memoria, il destino, la responsabilità individuale e collettiva, le relazioni umane.
I due spettacoli dialogano inoltre con il macrotema permanente di Armonie d’Arte, “Nuove rotte mediterranee”, declinato nell’edizione 2026 attraverso il concetto di “Approdi”, inteso non soltanto come luogo fisico, ma come spazio simbolico di trasformazione, riconoscimento, incontro e costruzione di identità . Le antiche rotte del Mediterraneo, che hanno generato miti fondativi ancora oggi capaci di alimentare la creatività artistica, diventano così metafora di approdi materiali e immateriali, individuali e collettivi, che continuano a definire il nostro tempo.
Ad aprire questo dittico dedicato al teatro classico sarà , giovedì 17 luglio, “Radio Argo Suite”, intensa performance per voce e musica tratta dall’Oreste di Eschilo, scritta da Igor Esposito e interpretata e diretta da Peppino Mazzotta, con le musiche originali di Massimo Cordovani, eseguite dal vivo insieme a Mario Di Bonito, e la produzione di Teatro Rossosimona.
Lo spettacolo rappresenta la nuova edizione del lavoro che Mazzotta ed Esposito portarono in scena nel 2011, divenuto negli anni un autentico punto di riferimento del teatro contemporaneo italiano e accolto allora da un importante consenso di pubblico e critica. Oggi quell’esperienza torna con una nuova maturità artistica, più essenziale e ancora più incisiva, capace di conservare intatta la forza del testo originario e, al tempo stesso, di aprire nuove prospettive interpretative.
Premiato nel 2024 con il Premio Le Maschere del Teatro Italiano come miglior interprete di monologhi e con il Premio della Critica ANCT, Peppino Mazzotta costruisce una partitura scenica di straordinaria intensità nella quale la parola, il suono e la musica si fondono in un unico organismo teatrale. La drammaturgia di Igor Esposito, fedele ai materiali classici ma profondamente contemporanea nella scrittura, restituisce la vicenda dell’Orestea attraverso sei testimonianze dirette — Ifigenia, Egisto, Clitennestra, Agamennone, Cassandra e Oreste — che ripercorrono le vicende della guerra di Troia e delle sue devastanti conseguenze.
La tragedia antica si trasforma così in una riflessione sul presente. Le guerre raccontate da Eschilo diventano tutte le guerre, gli eroi assumono il volto dei protagonisti della storia contemporanea, i meccanismi del potere, della propaganda e della violenza rivelano una sorprendente continuità con il nostro tempo. Come sottolinea lo stesso Mazzotta nelle sue note di regia, nelle figure degli eroi greci riecheggiano i tiranni di ieri e di oggi, mentre Elena diventa il simbolo di ogni pretesto utilizzato per giustificare conflitti e massacri.
Fondamentale è anche il ruolo della musica originale di Massimo Cordovani, eseguita dal vivo, che assume una funzione drammaturgica assimilabile a quella dell’antico coro tragico, accompagnando il racconto e amplificandone la tensione emotiva. Il risultato è uno spettacolo essenziale, visionario e profondamente coinvolgente, dove una sola voce riesce a evocare un’intera umanità attraversata dal dolore, dalla colpa, dalla vendetta e dalla ricerca di giustizia.
Nel dialogo con il tema “Approdi”, Radio Argo Suite restituisce tutta la densità simbolica delle antiche rotte mediterranee, che continuano a generare narrazioni capaci di attraversare i secoli. La tragedia greca diventa così approdo della memoria collettiva e specchio di un’umanità eterna, sospesa tra guerra e pace, amore e violenza, responsabilità e destino.
Con “Radio Argo Suite” e “Penelope. Le donne di nessuno”, Armonie d’Arte propone dunque un articolato percorso nel teatro classico contemporaneo, affidando a due importanti produzioni italiane il compito di dimostrare come i grandi testi della cultura greca continuino a costituire un inesauribile patrimonio di pensiero e di emozione. Due spettacoli diversi per linguaggio e scrittura, ma uniti dalla stessa convinzione: i classici non appartengono alla memoria, ma al presente. Continuano a porre domande urgenti, a interrogare il nostro tempo e a offrirci nuove chiavi di lettura per comprendere il mondo in cui viviamo.
Tutte le info, ticketing online e approfondimenti, sul sito www.armoniedarte.com e sui canali social dedicati.