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Armonie d’Arte / Le donne di nessuno / Soverato (CZ)

20 Luglio @ 22:00

Il 17 e il 20 luglio all’Orto Botanico di Soverato due produzioni d’eccezione rileggono Eschilo e Omero attraverso sensibilità contemporanee. In scena Peppino Mazzotta e Barbara De Rossi, protagonisti di due spettacoli che restituiscono ai grandi miti greci tutta la loro sorprendente attualità.

Due serate di grande teatro dedicate ai classici, due produzioni di assoluto rilievo nazionale, due differenti percorsi artistici accomunati dalla volontà di interrogare il patrimonio della tragedia e dell’epica greca come strumento privilegiato per comprendere il presente.

Entrambi gli spettacoli sono inseriti nel percorso “Mito e Teatro Greco nello sguardo contemporaneo”, uno degli assi portanti della progettualità culturale di Armonie d’Arte e che propone una rilettura del teatro classico lontana da ogni esercizio filologico, privilegiando invece la sua straordinaria capacità di continuare a parlare all’uomo contemporaneo. Perché il mito non appartiene al passato, ma continua a interrogare il presente, restituendo con forza questioni universali come il potere, la guerra, la giustizia, la memoria, il destino, la responsabilità individuale e collettiva, le relazioni umane.

I due spettacoli dialogano inoltre con il macrotema permanente di Armonie d’Arte, “Nuove rotte mediterranee”, declinato nell’edizione 2026 attraverso il concetto di “Approdi”, inteso non soltanto come luogo fisico, ma come spazio simbolico di trasformazione, riconoscimento, incontro e costruzione di identità. Le antiche rotte del Mediterraneo, che hanno generato miti fondativi ancora oggi capaci di alimentare la creatività artistica, diventano così metafora di approdi materiali e immateriali, individuali e collettivi, che continuano a definire il nostro tempo.

Domenica 20 luglio sarà la volta della prima nazionale di “Penelope. Le donne di nessuno”, nuovo testo di Marcantonio Gallo, con la regia di Enrico Maria Lamanna e la produzione LAROS di Gino Caudai, interpretato da Barbara De Rossi, affiancata dallo stesso Marcantonio Gallo nel ruolo di Ulisse, insieme a Stella Egitto, Francesca Nunzi, Maria Vittoria Casarotti Tedeschini, Giada Garatti e Marco Santolamazza, con le musiche originali dal vivo di Francesco Forni.

Lo spettacolo propone una radicale inversione dello sguardo sull’Odissea. Il viaggio di Ulisse non viene raccontato attraverso le imprese dell’eroe, ma attraverso le donne che hanno segnato il suo percorso e che, per secoli, sono rimaste ai margini del racconto. Atena, Circe, Calipso, Nausicaa e soprattutto Penelope conquistano finalmente la centralità della scena, trasformandosi da figure accessorie in protagoniste di una narrazione alternativa, capace di mettere in discussione il mito stesso dell’eroe.

Atena apre idealmente un processo nei confronti dell’uomo che lei stessa ha contribuito a costruire come eroe; Circe e Calipso raccontano l’abbandono e il disincanto; Nausicaa rappresenta la purezza tradita di un incontro destinato a restare incompiuto. Ma è Penelope a diventare il vero fulcro dell’intera vicenda.

Lontana dall’immagine tradizionale della moglie paziente e silenziosa, Penelope emerge come figura politica, intelligente e profondamente moderna. Non è soltanto colei che aspetta, ma colei che governa l’assenza, difende il regno, custodisce la memoria e costruisce ogni giorno le condizioni perché il ritorno sia possibile. Il celebre telaio diventa così uno strumento di resistenza, un gesto di intelligenza strategica, una forma di governo del tempo.

Il vero eroismo, suggerisce lo spettacolo, non appartiene soltanto a chi affronta il mare e le sue tempeste, ma anche a chi resta, resiste e custodisce ciò che rischia di andare perduto. In questa prospettiva Penelope non rappresenta il premio finale del viaggio di Ulisse, bensì il suo autentico approdo, il luogo nel quale l’eroe è finalmente costretto a spogliarsi della propria leggenda per riconoscere la propria verità.

In perfetta sintonia con il tema “Approdi”, questa rilettura dell’Odissea trasforma il Mediterraneo in uno spazio di memoria, relazione e trasformazione. L’approdo non coincide più semplicemente con una terra raggiunta, ma diventa riconoscimento dell’altro, costruzione quotidiana del senso, possibilità di ritrovare sé stessi attraverso lo sguardo di chi è rimasto.

Con “Radio Argo Suite” e “Penelope. Le donne di nessuno”, Armonie d’Arte propone dunque un articolato percorso nel teatro classico contemporaneo, affidando a due importanti produzioni italiane il compito di dimostrare come i grandi testi della cultura greca continuino a costituire un inesauribile patrimonio di pensiero e di emozione. Due spettacoli diversi per linguaggio e scrittura, ma uniti dalla stessa convinzione: i classici non appartengono alla memoria, ma al presente. Continuano a porre domande urgenti, a interrogare il nostro tempo e a offrirci nuove chiavi di lettura per comprendere il mondo in cui viviamo.

Tutte le info, ticketing online e approfondimenti, sul sito www.armoniedarte.com e sui canali social dedicati.

Dettagli

Data:
20 Luglio
Ora:
22:00

Luogo

Orto Botanico di Soverato
Soverato
Catanzaro, Italia