zerocalcare disegnatore catanzarese Luca Passafaro

La serie di Zerocalcare ha un disegnatore catanzarese: il 26enne Luca Passafaro

“Strappare lungo i bordi”, la nuova serie di Zerocalcare in streaming su Netflix, ha in breve conquistato la Top 10 dei prodotti più visti in Italia, riscuotendo grande successo anche a livello internazionale. La capacità del fumettista romano di servire al pubblico riflessioni esistenziali profonde e amare, mitigando la “pesantezza” del messaggio attraverso una grande carica di autoironia e titanico fatalismo, ha fatto si che la serie potesse essere apprezzata tanto per la sua leggerezza quanto per la portata delle tematiche affrontate.

Dal Liceo Fermi di Catanzaro a Zerocalcare

Al nuovo prodotto di punta del colosso dello streaming ha collaborato Luca Passafaro, giovane disegnatore e animatore di Catanzaro che abbiamo avuto il piacere di intervistare, e che con grande umiltà ci ha raccontato il percorso che l’ha portato a raggiungere un traguardo così importante. Gli chiedo di partire proprio dall’inizio, dal periodo in cui la passione per l’arte e per il disegno hanno iniziato a manifestarsi.

“Ho iniziato ad appassionarmi all’illustrazione già dalle superiori. Frequentavo il Liceo Scientifico Enrico Fermi, ma non ero uno studente molto attento. La scelta di continuare con il mio percorso didattico non è stata immediata, ho riflettuto insieme alla mia famiglia e abbiamo deciso che avrei intrapreso un percorso artistico dopo il diploma”. E infatti dopo aver conseguito la maturità inizia a frequentare un corso di pittura tenuto dall’artista locale Angela Procopio, esperienza che gli dà la possibilità di far pratica nell’ambito artistico e che soprattutto lo porta a rendersi conto di quale sia la sua vera passione all’interno del vasto e variegato mondo dell’illustrazione.“Mi sono reso conto che ciò che mi interessava maggiormente non era il disegno in sé, ma la possibilità di animarlo. Ho sempre trovato particolarmente interessante il concetto della mobilità del disegno, del dinamismo e delle sue meccaniche nell’illustrazione.”

Alla mia domanda su quale sia stato effettivamente il punto di svolta Luca mi parla dell’incontro fortuito con Lucio Parrillo, illustratore e fumettista di fama mondiale (vanta collaborazioni con la Marvel), fondamentale per la scelta del suo futuro corso di studi: Parrillo gli consiglia infatti di iscriversi alla Scuola Internazionale di Comics di Torino.
“È stata un’esperienza bellissima che mi ha anche indirizzato per il post laurea”. Al termine dei tre anni di studio Luca riesce a guadagnarsi l’accesso al Centro Sperimentale di Cinema di Torino. “L’ammissione al CSC è stata veramente una gioia per me. Ho avuto la possibilità di accumulare molta esperienza e di incontrare e imparare dai professionisti del settore. Tuttavia non posso dire che sia stato facile, l’ambiente è incredibilmente competitivo e nel periodo della consegna dei lavori c’è da lavorare veramente tanto. Gli ultimi mesi sono stati i più pesanti ma anche i più gratificanti: ci è stata data la possibilità di collaborare con alcuni grandi studi di produzione”.

Il ritorno a Catanzaro con il southworking e la voglia di restare

Luca Passafaro, disegnatore della serie “Strappare lungo i bordi”

Le soddisfazioni, come abbiamo potuto vedere, non hanno tardato ad arrivare; eppure Luca non perde la sua umiltà e la sua voglia di lavorare e mettersi costantemente in gioco. “Attualmente sto avendo la possibilità di attuare il cosiddetto ‘south working’, cioè lavoro da casa. Per me è importante stare qui, lavorare da Catanzaro. È una pausa dalla vita frenetica di Torino, a cui devo tanto come città ma che non potrà mai restituirmi il senso di appartenenza che mi viene dallo stare nella mia terra e lavorare a stretto contatto con le mie radici. Io questo ho: il mare davanti casa e la pineta dietro casa, e questo mi basta”.

Prima di congedarlo gli domando se abbia qualche consiglio da dare ad aspiranti giovani artisti del territorio su come scegliere il proprio percorso e cosa aspettarsi da questo ambiente lavorativo. “È un discorso complesso e bisogna innanzitutto fare una distinzione. Se parliamo del lavoro nell’ambito artistico in Italia, la realtà non è delle migliori. Dico così non per scoraggiare, ma perché purtroppo qui le borse di studio per le accademie non sono erogate con facilità, e non tutti hanno la possibilità di poter pagare rette così care. In Europa la meritocrazia è premiata diversamente: se sei un bravo illustratore e dimostri di avere voglia di impegnarti ci sono molti programmi che danno accesso gratuitamente ad accademie di altissimo livello. Quindi la prima cosa che consiglierei ad un aspirante illustratore è di assicurarsi di avere una certa copertura economica prima di decidere di intraprendere il percorso. A livello pratico invece posso dire che bisogna prepararsi ad un lavoro che talvolta può richiedere veramente tante ore al giorno, come un qualsiasi impiego da libero professionista gli orari sono estremamente flessibili. Il nostro è un lavoro di pari dignità rispetto a tutti gli altri, anche se l’arte in Italia non è trattata con grande serietà, e quindi richiede un grande impegno e soprattutto tanta costanza, e pazienza. Mi auguro che le cose nel tempo possano cambiare e che attraverso i nostri lavori possiamo scuotere un po’ questo sistema balordo, e svegliare questo paese che valorizza troppo poco le sue risorse e le sue eccellenze”.

Share on facebook
Facebook
Share on linkedin
LinkedIn