argentina chiama italia festival d'autunno

Lo spettacolo “Argentina chiama Italia” rievoca la storia degli emigranti calabresi

Nella splendida cornice del Chiostro del Complesso Monumentale “S. Giovanni”, ieri 22 settembre, è andata in scena, la seconda produzione originale del Festival D’autunno di questa XVIII edizione: “Argentina chiama Italia: Luis Bacalov e Astor Piazzolla”. Il tema scelto per questa quarta giornata è stato “Dalla Calabria verso le Americhe”; ci si è focalizzati, già dal pomeriggio con una conferenza tenuta dallo storico Vittorio Cappelli e lo scrittore Giuseppe Sommario, sull’emigrazione che ha visto da tante famiglie calabresi, trasferirsi in America.

Protagonista indiscussa della serata è stata l’Argentina, con le musiche dei due illustri musicisti, Astor Piazzolla e Luis Bacalov e le poesie di Jorge Luis Borges, che hanno saputo tracciare un percorso innovativo con la loro arte. Uno spettacolo ideato e diretto da Antonietta Santacroce, nonché direttore artistico del festival, che ha visto sul palco l’unione di tre realtà artistiche calabresi: il gruppo musicale Classic Movies Quartet, l’attrice Romina Mazza e i ballerini di Artedanza diretti da Giovanni Calabrò.

“Oggi ci avete visto in una veste insolita” – dichiara Vincenzo Macrì chitarrista dei Classic Movies Quartet – “poiché il nostro repertorio è dedicato principalmente alla musica da film, mentre stasera abbiamo avuto l’onore di poterci confrontare con la musica argentina di Astor Piazzolla e Luis Bacalov, interamente trascritta per questa formazione. Prima di iniziare a suonarlo c’è stato un vero e proprio lavoro di scrittura del materiale”. Insieme a lui sul palco Paola Riccardi, al piano, Gaetano Bongarzone, al clarinetto e Francesco Scalzo, al violoncello.

A chiacchierare con noi prima dello spettacolo tra un trucco e un parrucco, sono stati i ballerini della scuola Artedanza diretti da Giovanni Calabrò. “A nome di tutti – dice Samuele Sapuppo, ballerino della compagnia – fare queste coreografie è stato molto difficile, perché un tango richiede tanta passione e complicità tra di noi; il tango deve essere vissuto”. I ballerini Flaminia Raimondi, Christin Lamanna, Giulia Ciambrone e Samuele Sapuppo, nonostante la giovane età, sono riusciti a emozionarci e a grande richiesta si sono esibiti in un bis sulle note di Libertango di Astor Piazzolla.

Non solo musica ma anche parole: ad interpretare le poesie “Il sogno”, “Il tango”, “Limiti” e “Con che cosa posso trattenerti” dello scrittore Jorge Luis Borges, è stata l’attrice Romina Mazza che con professionalità ed emozione è riuscita a trasportarci nel mondo suggestivo e magico dell’autore. “Ogni poesia è colma di mistero – sottolinea l’attrice – leggendolo ho compreso quanto fosse per lui importante e necessaria la letteratura, l’arte in tutte le sue forme, nonostante le sue contraddizioni”.

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